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Maschere. Storie, feste e carnevali nell'America Latina
Maschera della diablada, Bolivia XX sec. Collezione Sartori
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La mostra percorre il continente Sud Americano tutt'oggi ricco di tradizioni mascherate e di riti propiziatori.
Realizzata totalmente con le opere, maschere, costumi, sculture, oggetti che i Sartori hanno raccolto in 80anni di scrupolosa ricerca in tutto il mondo e che costituiscono la Collezione privata a cui attingere per esporre periodicamente tesori mondiali.
Nella sala centrale del Museo sono esposte maschere provenienti dal Brasile come la maschera-indumento Omolu, signore delle malattie, mentre dal Cile arriva la maschera usata nella diablada.
Legate a feste religiose sono le coloratissime maschere in cartapesta usate in Venezuela durante la festa del diablos danzantes che si tiene a San Francisco de Yare il giorno del Corpus Domini. Ai diavoli nelle varie forme e raffigurazioni sono dedicate le maschere provenienti da Portorico.
Di materiale vegetale (terra, paglia, fibre, nerofumo ecc.) sono costituite la maggior parte delle opere provenienti dall'Amazzonia esposte nella prima sala dove si possono ammirare anche i giochi dei bambini che, oltre alle bambole, si divertono con raffigurazioni di animali che fanno parte della loro vita quotidiana. Le variopinte piume del pappagallo formano un raffinato copricapo nelle cerimonie del popolo Borro (Brasile).
La seconda sala espone maschere e opere riconducibili al rito funebre e alla la conquista del Messico da parte degli spagnoli nel XVI secolo ben descritta nei versi di Neruda
"La espada, la cruz, y el hambre iban diezmando la familla salvaje"
"La spada, la croce e la fame - andavano decimando la famiglia selvaggia"
Di grande interesse è anche la vetrina riservata con maschere e piccole sculture colombiane.
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