Mostra temporanea – La Magia della Maschera in Africa
Suggestiva ed inedita, la mostra temporanea “La Magia della Maschera in Africa” espone una sessantina di maschere appartenenti alla ricca Collezione Sartori, circa cento opere tra strumenti musicali, libri, oggetti di culto, ornamenti ecc. ed una decina di costumi tipici di vari stati africani tra cui Camerun, Sierra Leone, Mozambico, Nigeria, Ghana solo per citarne alcuni.
I Sartori e il Centro Maschere e Strutture Gestuali hanno compiuto diverse tournée nel Continente Nero e la maggior parte delle opere esposte è frutto di scambi, ricerche ed amicizie consolidatesi in occasioni di mostre, seminari, conferenze. Si tratta quindi di un’esposizione che attrarrà il visitatore anche grazie all’unicità di alcuni reperti.
Durante la visita occorre solo lasciarsi portare dalla magia dell’Africa ancora intatta nei piccoli villaggi dove regna la tradizione, le maschere ricoprono un ruolo importante e i tessuti hanno il coloro della terra, dove la musica si suona su strumenti immutati e gli antenati sono venerati. …
E’ un viaggio tra maschere di tutti i tipi e di materiali diversi, scudi e armi, costumi, strumenti musicali e bambole propiziatorie, otri e borse di uso quotidiano nel Continente Nero, dove arte significa creare un’immagine visibile dell’invisibile.
La magia (bianca) dello stregone medico esplica azione benefica; dallo stregone malvagio (magia nera), dalla strega e dagli spiriti avversi ci si deve, invece, difendere ricorrendo all’uso delle maschere e delle immagini degli antenati per ottenere protezione e benedizioni.
Molte di queste maschere, forgiate ad immagine di animali, sono ritenute spiriti protettivi e incarnazioni che esorcizzano le forze del male. L’elefante, il coccodrillo, la pantera e il cinghiale sono associati al concetto di forza. L’antilope equina rappresenta la forza del guerriero e il valore. La tartaruga porta longevità così come il serpente e la lucertola indicano sveltezza. L’uccello è invece mediatore tra la vita terrena e l’aldilà.
Affinché lo spirito si manifesti attraverso la maschera si ricorre a danze, sacrifici, travestimenti, ritmi di tamburi in riti notturni febbrili ed esaltanti fino a che il danzatore mascherato entra in trance.
Le maschere hanno anche funzioni sociali: il giudice indossa la maschera che impone rispetto ed obbedienza, capi di società segrete, in occasioni particolari, si presentano mascherati per incutere maggior rispetto.
Quando la maschera è ultimata, con una breve cerimonia, avviene il passaggio dello spirito dalla vecchia maschera alla nuova che assume pieni poteri e verrà usata e festeggiata alla prima occasione.
La sua forma è strettamente legata alla funzione e all’uso cui essa è destinata: riti propiziatori, religiosi, sociali, magico-rituali, bellici, ludici ecc. Sono di norma una prerogativa maschile, ma esistono anche maschere femminili o destinate esclusivamente ai bambini anche se molto rare.
Le maschere in genere sono realizzate in legno scolpito, dipinto o meno, con attributi di varia natura (conchiglie, pezzi di vetro, cauri, corna ecc.) che ne aumentano la potenzialità, ma sono diffuse anche maschere in metallo, cuoio e fibre vegetali intrecciate. L’uso di questi materiali è codificato da norme tradizionali della comunità tribale. Talvolta per il volto di un antenato o di un personaggio illustre vengono usati materiali più duraturi e/o preziosi (metallo, pietra, avorio) e la lavorazione è più ricca e raffinata.